Ho scoperto una biblioteca deliziosa qui vicino casa mia!
Ci sono andata venerdì pomeriggio, sono arrivata a casa alle sei,
la biblioteca chiudeva alle sette,
era da tanto che rimandavo, era tardi, non sapevo esattamente dove fosse,
e ho ovviamente deciso di andarci a piedi!
Scarica di adrenalina? Yeeeeeeeeeeesssssssss..........
Mi sono fatti quattro chilometri, credo,
tra andata e ritorno.
L'ho trovata! Sono arrivata in tempo! Ho fatto la tessera!
[Non entravo in una biblioteca dall'estate scorsa,
dalla tremenda Sormani-salumeria in centro]
Ma questa è de-li-zio-sa!
Piccolina e di paese,
con il bibliotecario-despota
che ha mandato via i ragazzi dalla saletta studio alle 7,
anche se vi si potrebbe studiare fino alle 22.30,
perché doveva chiudere,
spedendoli nella saletta-emeroteca-rumorosissima
a finire quella parvenza di studio universitario
da cui mi sono sempre tenuta alla larga,
ma che ora adoro!
[Ah, potere trasfiguratore della memoria in senilità! :)))) ]
Ribellione rimbrottante e borbottiera dei ragazzi schiacciati dal bibliotecario,
ma pecorescamente acquiescenti,
il solito circolo di sfaccendati con aria da intellettuali di sinistra
seduti fuori in circolo su sedie di plastica,
la solita ragazza da centro sociale seduta per terra,
discorsoni di cultura livello playstation1
(Coelho-Allende-Hesse, I mean)
all'ombra di un graffito fantastico
raffigurante un volto di donna alla Eva Kant,
bionda seducente e aggressiva,
e il fumetto surreale:
"Scusi, per fare la minestra ci vuole il sedano?".
Un po' di libri interessanti,
un ragazzo che mi ha battuta sul tempo
e, mentre io facevo la tessera,
ha preso in prestito "Mirra" di Alfieri,
la cercavo da un pezzo,
santo iddio, quante chance c'erano
che un altro essere umano volesse leggere
"Mirra" di Alfieri?!
Che sapesse persino che esiste?!
E la beffa del destino è stata
vedermelo portar via da sotto il naso!
Santi numi accartocciati!
Ho fatto un giro in velocità,
e alla fine
ho preso l'unico libro che non leggerò!
Ma è stato bello portarmelo a casa in borsa,
e tirarlo fuori ogni tanto
durante i due chilometri del ritorno
per sniffarne le pagine,
ero contenta non per il libro,
ma per le mani e occhi che mi portavo a casa con esso.